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Chirurgia plastica dell'ingrossamento del pene: la falloplastica

La falloplastica è una tipologia di chirurgia plastica (in Italia abbiamo anche diversi esperti di questo ambito, come Alessandro Littara) che ha come fine l'ingrossamento e l'allungamento del pene. Questa pratica è necessaria soprattutto per quei soggetti che, a causa di malattie o altre motivazioni, hanno subito danni al proprio membro. Le procedure sono tante e spesso richiedono anche fino a dieci ore. Le pratiche che saranno prese in considerazione saranno solo due: allungamento e ingrossamento del pene.

Pratica di allungamento del pene

Si tratta di un'operazione che spesso viene fatta anche insieme all'allargamento del pene (Lipopenostruttura) attraverso la metodica di purificazione del grasso.

La procedura è molto delicata, poiché il medico deve essere in grado di operare la zona interessata sfruttando diversi legamenti e parti del membro, che una volta curati e modificati, a loro volta possono modificare anche la lunghezza del pene. Come per esempio il legamento sospensore del pene. Tuttavia, non tutte le persone sono uguali e bisogna anche fare attenzione alla presenza dell'osso pubico durante l'operazione, poiché nessuno può prevedere le caratteristiche di un legamento (sono tutti diversi da paziente a paziente). In generale, l'aumento della lunghezza che si può ottenere da questa operazione, al legamento sospensore del pene, va dai 2 ai 4 cm. Al fine di non danneggiare strutture dorsali neurovascolari del membro viene adottato il laser, uno strumento da taglio molto preciso che consente di ridurre al minimo perdite di sangue, dolore e cauterizza allo stesso tempo, abbreviando i tempi di guarigione. 

Lipopenostruttura

Con il termine “Lipopenostruttura” si intende una procedura chirurgica che ha come fine l'allargamento del membro.

Questo trattamento viene diviso in tre fasi: raccolta del tessuto adiposo (che possono essere prelevati da altre parti del corpo), purificazione del grasso, impianto uniforme del grasso. 

L'operazione ha inizio con un'anestesia locale, viene poi prelevata una certa quantità di grasso da fianchi, cosce e regione addominale. Questo procedimento viene svolto attraverso determinate cannule attraverso piccole incisioni. Il grasso raccolto viene poi filtrato e lavato, grazie anche al “Puregraft” che sarà spiegato più avanti, ma è curioso il tempo che richiede tutto questo processo: solo 30 minuti. 

Segue poi l'impianto del grasso purificato a livello sottocutaneo, subito dopo due incisioni fatte alla base del pene, riempiendo con cura la zona cutanea e distribuendo correttamente la sostanza. Questa è la dinamica della tecnica migliore in circolazione, applicata da tutti i medici poiché in crado di dare i migliori risultati. Bisogna chiarire che successive operazioni dopo questo trattamento non saranno conveniente, perché potrebbero rovinare il lavoro anziché migliorarlo, ma essendo anche il metodo più sicuro ed efficace, è assurdo pensare ad errori durante la procedura. 

Puregraft, il trattamento del grasso

Nel nostro corpo è presente grasso autologo, un componente naturale che si può ricavare da alcune parti dell'organismo. Questo grasso può essere riutilizzato, in questo caso, per poter aumentare la grandezza del pene. Tuttavia, ci sono delle condizioni in cui il risultato dell'operazione potrebbe cambiare con il tempo, come il riassorbimento del tessuto adiposo, che causerebbe una diminuzione del volume. Oggi è confermato che il riassorbimento del grasso può essere causato anche dal modo in cui viene raccolto. 

In poche parole, il successo dell'operazione dipende da tanti fattori che possono cambiare da trattamento a soggetto, questo perché nella raccolta del tessuto adiposo bisogna, con molta attenzione, assicurarsi della presenza di componenti acquosi o oli liberi che si formano durante l'estrazione. Il primo permette al grasso di scorrere meglio nella cannula da cui viene raccolto, per poi essere riassorbito senza aiutare il grasso appena depositato nella zona interessata. Il secondo invece, trattandosi di un olio presentato durante la raccolta, una volta depositati insieme al grasso possono formare delle cisti, causando così anche nodi e compromettere la simmetria dell'impianto. Questo spiega l'importanza del purificare il grasso.

Centrifugazione, lavaggio e altri trattamenti vari sono tanti modi per poter pulire il grasso da sostanze nocive o compromettenti. La tecnica Puregraft (quella di trasferire, depurare e depositare il grasso, spiegata in precedenza), permette, attraverso un sistema sicuro, un filtraggio che riesce ad eliminare tutti i pericoli. Tutto questo lavoro permette al medico di poter evitare la formazione di noduli e cisti, in modo da riuscire a dare, al membro del paziente, una forma armoniosa della parte del corpo interessata.