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Betabloccanti e virilità: come rischiare di perdere la propria virilità

Quando si pensa al concetto di virilità, si pensa subito alla qualità di “durezza” del pene. Maggiore è questa caratteristica, più gli uomini sono orgogliosi e stimolati al sesso. 

Tuttavia, questo orgoglio può svanire quando l'uomo inizia a fare uso di farmaci chiamati betabloccanti. Sono una classe di farmaci che vanno a bloccare diversi recettori, così da poter essere usati come antiaritmici (prevengono anomalie del ritmo cardiaco) e antipertensivi (contro l'ipertensione arteriosa). 

Si tratta quindi di medicinali che vanno a regolare la pressione e a difendere la circolazione del sangue nel sistema cardiocircolatorio, tuttavia essendo medicinali, ottenibili solo su ricetta, hanno anche degli effetti collaterali. Tali effetti collaterali possono essere un rallentamento del battito cardiaco, problemi gastrointestinali, ma anche ridurre il desiderio sessuale. Bisogna dire che tale effetto collaterale, oltre che essere il più probabile, poiché vorrebbe dire che avrebbe avuto effetto sulla fluidità del sangue. Ed è proprio quest'ultimo ad essere il collegamento tra betabloccanti e virilità. 

Questo problema porta i medici ad integrare nel trattamento il Cialis (un farmaco simile al Viagra, che si distingue per alcuni effetti) o il Tadalafil lilly. Questi due sono medicinali con lo stesso principio attivo che, ottenibili con certificazioni valide da parte di un dottore, se assunto con la giusta quantità nel giusto momento, hanno lo scopo di combattere l'impotenza. 

Il Cialis e altre soluzioni

Il Cialis, e tutti i farmaci appartenenti a questa famiglia, funzionano solo se usate nella giusta quantità, rispettando una dose giornaliera. Tutto va stabilito subito con i propri medici per evitare ulteriori effetti collaterali, anche da questa seconda terapia. 

Nel caso sia già attiva una cura a base di betabloccanti, si può sempre far ricorso ad una medicina omeopatica che riduca gli effetti dei beta, oppure fare affidamento proprio ad un betabloccante naturale, senza dunque richiedere farmaci (un betabloccante famoso è, per esempio, la camomilla, ottima anche in forma di infusi e tinture). 

Le proprietà della camomilla, dalla disfunzione erettile al raffreddore

In generale la camomilla è conosciuta per le proprietà calmanti, anche dalla tipica espressione “Datti una calmata, vai a prendere la camomilla” quando ci si rivolge ad una persona iraconda. In un certo senso è anche giusto arrabbiarsi quando si associa la camomilla alla sola proprietà del calmante, dato che è un'erba medica che chiunque dovrebbe avere nel proprio scompartimento. 

La camomilla è una delle piante storiche della medicina, usata per alleviare dolori (ma anche febbre) sin dall'antico Egitto, per poi essere ripresa anche da greci, romani e durante il medioevo ebbe anche la sua massima popolarità, usata anche lì dove non era necessario. L'idea che abbia proprietà sedative è in realtà un errore, perché sono le sue qualità antispasmodiche che rendono i muscoli così rilassati, giustificando così non solo lo stato di calma, ma anche il rilassamento che ne segue. È anche dotata di proprietà antinfiammatorie (utile quindi per problemi allo stomaco, all'intestino o per altre zone ricche di mucosa). Sono riconosciute proprietà per combattere la febbre, batteri,  antimicotiche e analgesiche. Senza dimenticare la grande quantità di antiossidanti che possiede e un olio, molto importante, che ha reso questa pianta famosa per la lotta all'insonnia e al nervosismo. Può anche essere applicata a saponi, creme o ricavarne un olio vegetale da applicare sulla pelle. 

La camomilla viene usata in genere come tisana, ma è interessante il modo in cui, se ingerita, può contribuire ad alleviare il nervosismo, aiutare la digestione e ridurre le infiammazioni. Viene consigliata come tisana anche ai bambini, poiché capace di curare le loro coliche.

Esiste anche un altro modo di sfruttare gli effetti della camomilla: ovvero attraverso i vapori. Viene spesso consigliato di usarla con dell'acqua bollente, dove vanno immersi fiori secchi, per poi inalarla, così da far passare raffreddore, tosse oppure asma. Riguardo la cura di problemi orali, si possono anche fare gargarismi (come se stesse cercando di risciacquare la bocca) usando la stessa camomilla, così da andare a diminuire i fastidi delle gengive e della gola (infiammazioni per esempio). L'ultimo beneficio è, come già detto, quello di sostituirsi ai betabloccanti, come medicinale omeopatico, che si consiglia di acquistare in erboristeria.

Viene però sconsigliata a donne in gravidanza (potrebbe provocare contrazioni premature, ma solo se assunta in dosi elevate) o per persone ipersensibili e allergiche. Tuttavia, queste sono le uniche controindicazioni che si possono dare a questa pianta.